Fabio Ruaro tra Rugby Parma e Centro di Formazione Federale

Con la Rugby Parma Under 14 di cui era capitano, a maggio 2017 vince il Torneo Città di Treviso, meritando anche il trofeo destinato al man of the match e, poche settimane più tardi, il prestigioso Superchallenge, in pratica il campionato italiano categoria Under 14. E’ capitano anche della squadra gialloblù che a giugno 2019 si aggiudica il trofeo Mario Lodigiani, il titolo nazionale Under 16. A gennaio 2020 viene insignito del premio “Memorial Silvio Bocchi” per il rugby, assegnato dal Consiglio Direttivo dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport di Parma. Attualmente, frequenta il terzo anno del Centro di Formazione Permanente FIR (CdFP) di Milano, unico atleta classe ’03 di Parma e provincia.

Nella passata stagione, funestata dalla pandemia, partecipa a due raduni (a Parma e Montichiari) con la Nazionale Italiana Under 18. Quest’anno disputa due partite con l’Accademia Nazionale (a Badia Polesine e Noceto) e prende parte a settembre ad un raduno con gli Azzurrini Under 20, mentre un’indisposizione lo costringe a rinunciare ad un’ulteriore recente convocazione con la stessa selezione.

Stiamo parlando di Fabio Ruaro, terza centro gialloblù, al terzo e ultimo anno della categoria Under 19, al quale abbiamo rivolto alcune domande per capire come ha vissuto e come sta vivendo questo periodo e cosa si aspetta dal futuro.

– Complimenti per la conferma per il terzo anno consecutivo al CdFP di Milano. Come si svolgeva l’attività sportiva nei mesi di lockdown? Era possibile fare rientro a casa ogni tanto o vivevate chiusi in una bolla?

“Durante il lockdown l’attività federale non è mai stata interrotta. Nel periodo invernale andavamo a Milano per gli allenamenti dal lunedì pomeriggio fino al giovedì sera della settimana successiva, quando facevamo rientro a casa per il weekend per poi tornare di nuovo a Milano al lunedì. Tutte le volte che rientravamo al Centro di Formazione, all’arrivo eravamo sottoposti a tampone e poi vivevamo in una bolla, chiusi all’interno della struttura, fino al successivo ritorno a casa. Questo ci ha permesso di svolgere sempre allenamenti collettivi  e di reparto, sia in campo che in palestra. Anche durante il weekend in cui rientravamo a casa proseguivamo con allenamenti individuali per non perdere la forma fisica”.

– Tra scuola, Centro di Formazione e Rugby Parma sei super impegnato, com’è la tua vita da pendolare?

“La vita da pendolare non è facile, soprattutto a questa età in cui le cose da fare sono tantissime. Sono però convinto di aver fatto la scelta giusta e che avere la possibilità di dedicarmi a quello che più mi piace sia davvero appagante. Nonostante il notevole carico, comunque, ho imparato ad incastrare tutti i vari impegni”.

– Com’è stato riprendere a giocare partite vere dopo tanti mesi di stop?

“Lo stop forzato dovuto al Covid, che mi ha visto colpito in prima persona per diversi mesi, è stato molto duro. Tornare a giocare dopo un periodo così lungo non è stato facile, soprattutto dal punto di vista fisico, ma credo che settimana dopo settimana stiamo tutti riprendendo ritmo e confidenza con il gioco, come dimostrano anche le prestazioni della nostra squadra”.

– Sei stato convocato a settembre e di nuovo nei giorni scorsi ai raduni con la Selezione Italiana Under 20, cosa ti aspetti dal futuro in ambito sportivo e cosa pensi di fare dopo gli studi superiori che terminerai alla fine dell’anno scolastico in corso?

“Le recenti convocazioni con l’Under 20 mi hanno reso fiero di me stesso e sono servite a spazzar via tutti i dubbi che erano sorti dopo il lungo stop. In ambito sportivo, spero di riuscire a raggiungere livelli alti. Il mio sogno è quello di vestire la maglia azzurra già quest’anno e, chissà, magari anche in futuro. Sono però consapevole che questo impegno prima o poi finirà, per cui mi sto già dando da fare per l’università e per i test di accesso che dovrò fare il prossimo autunno se deciderò di iscrivermi al corso di laurea in Fisioterapia che attualmente sto valutando come possibile scelta”.

– Sul fronte Rugby Parma, come vedi la squadra?

“La Rugby Parma ha creato un ottimo movimento, con delle giovanili promettenti ed una validissima rosa seniores. Per quanto riguarda l’Under 19, stiamo diventando sempre più competitivi e le prestazioni offerte in questo primo scorcio di campionato lo dimostrano. Penso che, al di là del risultato dell’ultima partita delle fasi preliminari che ci ha visti, anche se sconfitti, offrire comunque un’ottima prova e giocare alla pari con una formazione fortissima, Colorno, la squadra stia crescendo molto. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma personalmente non escludo la possibilità di arrivare alle fasi finali del campionato”.

– Per concludere, che consiglio ti senti di dare ai ragazzi che hanno intrapreso quest’anno o che sperano di intraprendere in futuro un percorso sportivo in uno dei Centri di Formazione federali?

“Se si ha la fortuna di poter intraprendere un percorso di questo tipo, bisogna farlo molto seriamente. E’ un percorso molto duro, ma altrettanto gratificante, sia a livello umano che sportivo. Entrare in uno di questi centri con superficialità non ha senso. Bisogna impegnarsi e lavorare sodo, solo così ci si possono togliere tante soddisfazioni, molte di più rispetto a quelle che una vita ‘normale’ ti può dare”.

Un grosso in bocca al lupo a Fabio, con la speranza che tutti i suoi sogni personali e di squadra possano avverarsi!

 

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